Maturità 2026, com'è andata: il bilancio del primo esame riformato
Con la pubblicazione degli ultimi tabelloni si chiude la maturità 2026, la prima con le regole volute dal ministro Valditara. Oltre 527mila studenti hanno affrontato un esame che è tornato a chiamarsi ufficialmente "esame di maturità" e che ha cambiato pelle soprattutto all'orale. Ecco un riepilogo di come è andata ...
Con la pubblicazione degli ultimi tabelloni si chiude la maturità 2026, la prima con le regole volute dal ministro Valditara. Oltre 527mila studenti hanno affrontato un esame che è tornato a chiamarsi ufficialmente "esame di maturità" e che ha cambiato pelle soprattutto all'orale.
Le prove scritte
La prima prova si è svolta giovedì 18 giugno, uguale per tutti gli indirizzi, con sei ore a disposizione e sette tracce. La seconda prova, diversa a seconda dell'indirizzo, si è tenuta il giorno successivo, venerdì 19 giugno. Entrambe con inizio alle 8.30.
Queste le tracce di italiano uscite quest'anno:
- Tipologia A1 (analisi del testo, poesia): Cesare Pavese, Passerò per piazza di Spagna
- Tipologia A2 (analisi del testo, prosa): Vitaliano Brancati, I piaceri
- Tipologia B1 (testo argomentativo): il discorso di insediamento di Giuseppe Saragat all'Assemblea Costituente
- Tipologia B2: Piero Bianucci, Te lo dico con parole tue
- Tipologia B3: Frank Furedi, I confini contano
- Tipologia C1 (attualità): il concetto di "incanto", da un testo di Wenke Husmann
- Tipologia C2 (attualità): il concetto di "fatica", da un testo di Mario Calabresi
Pavese e Brancati hanno spiazzato parecchi maturandi, come succede quasi ogni anno con i nomi dell'analisi del testo. Le due tracce di attualità, "incanto" e "fatica", sono state invece le più gettonate.
Il nuovo colloquio
La novità più importante riguarda l'orale. Il colloquio non spazia più su tutte le discipline ma si concentra su quattro materie, indicate ogni anno dal ministero in base all'indirizzo. Due sono fisse: italiano e la materia caratterizzante della seconda prova. Le altre due variano. Al liceo classico, per esempio, oltre a italiano e latino si portavano storia e matematica.
Cambia anche l'impostazione. Al posto del materiale scelto dalla commissione da cui far partire i collegamenti, l'esame chiede allo studente una riflessione sul proprio percorso. L'idea dichiarata dal ministero è valutare non solo quello che si sa, ma il grado di autonomia e maturità raggiunto in cinque anni.
La regola sulla scena muta
Molto discussa la stretta sulla cosiddetta scena muta, arrivata dopo le polemiche del 2025, quando alcuni studenti già sicuri del punteggio minimo si erano presentati all'orale senza rispondere, per protesta contro il sistema di valutazione.
Da quest'anno chi si rifiuta deliberatamente di sostenere il colloquio non supera l'esame, e perde il punteggio accumulato con crediti e scritti. La norma, va detto, punta all'intenzionalità: non riguarda chi resta bloccato per emozione o impreparazione, ma chi sceglie di non partecipare. La distinzione tra le due situazioni è rimasta il punto più contestato, tanto che il ministero è dovuto intervenire con alcune FAQ di chiarimento.
Sempre in tema di regole di ammissione, resta il vincolo sul voto di condotta: con un'insufficienza in comportamento non si viene ammessi all'esame, anche con tutte le altre materie a posto.
I risultati
I numeri finali raccontano un esame che, come ormai da molti anni, boccia pochissimo. Il 96,8% degli studenti è stato ammesso alle prove e la percentuale di promossi si è attestata intorno al 99,9%. Agli scritti sono passati circa nove candidati su dieci.
Sulle eccellenze il quadro è più variabile da zona a zona. I primi tabelloni segnalano una distribuzione dei voti concentrata soprattutto nella fascia tra 60 e 80, con un numero di 100 e lode leggermente inferiore rispetto all'anno scorso in diverse città.
E adesso?
Per chi ha appena finito, il consiglio di sempre: se avete preparato una tesina o un percorso che può servire a chi verrà dopo di voi, inviatecelo. Trovate tutto il materiale già disponibile nella sezione Tesine complete e nelle Mappe concettuali.
A chi affronterà l'esame il prossimo anno conviene invece tenere d'occhio il decreto con le materie della seconda prova, che di solito arriva a gennaio, e ragionare fin da subito sulle quattro discipline del colloquio: con il nuovo formato, arrivare preparati su quelle fa gran parte del lavoro.
In bocca al lupo a tutti i maturandi 2027.
« Torna a Maturità e dintorni
